Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Carlo, 6 anni, era in acqua da solo. Villeggianti uniti nello scandagliare il fondale. Il corpo trovato a 100 metri dalla riva

Non è servito nulla a niente. Non sono serviti i sommozzatori e gli elicotteri, non sono servite le preghiere, non è servita nemmeno la catena umana costruita dai turisti lunedì sera dalla battigia al mare, al punto in cui era stato visto per l'ultima volta. Niente da fare. Il corpo di Carlo Panizzo, il bambino di sei anni scomparso lunedì nelle acque agitate della spiaggia di Cavallino Treporti, vicino a Venezia, è stato trovato alle 2,45 di ieri, adagiato sul fondale sabbioso, vicino a un frangiflutti a due metri di profondità, a qualche decina di metri dalla battigia. Il ritrovamento è stato effettuato grazie alla strumentazione Sonar in dotazione ai sommozzatori dei Vigili del fuoco.

La conclusione più tragica di una dozzina di ore che hanno unito tutta la comunità di residenti e vacanzieri in una ricerca disperata quanto ostinata che ha affiancato le ricerche "ufficiali" coordinate dal 9° Maritime Rescue Sub Centre della Direzione marittima del Veneto, che ha potuto contare su una motovedetta, due gommoni, pattuglie via terra e un aereo Mantra ATR-42 dotato di sistema di telerilevamento notturno, della Guardia Costiera, su tre elicotteri dei Vigili del fuoco, della Polizia di Stato e della Guardia di finanza, sui sommozzatori e su un mezzo nautico dei Vigili del Fuoco, sugli assistenti bagnanti del litorale.