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Durante l'autopsia utilizzati strumenti non sterili. Il nuovo medico legale accerterà se Chiara si è difesa

Ci mancava solo l'autopsia disinvolta. Tra gli strafalcioni della vecchia indagine su Garlasco, i pasticci che hanno reso l'inchiesta sulla morte di Chiara Poggi il 13 agosto 2017 un garbuglio dove afferrare la verità è impresa ardua, salta fuori anche la contaminazione dell'esame medico legale cui il corpo della povera giovane venne sottoposto nei laboratori dell'Università di Pavia. Uno stesso Dna trovato recentemente sui reperti di Chiara e rimasto finora senza autore è stato trovato sul corpo di un'altra persona esaminata negli stessi giorni dell'agosto 2017 nello stesso istituto. Unica spiegazione: 35283-114472, il campione di Dna trovato nella bocca di Chiara, appartiene a un medico o a un tecnico di laboratorio che partecipò all'esame, evidentemente senza le cautele necessarie a impedire la contaminazione con le altre tracce genetiche presenti sul corpo.