UDINE - C’è chi ha oscurato tutte le vetrine del bar chiuso con dei sacchi di plastica, per timore di eventuali razzie da parte degli hooligan, «anche se - dice - spero che non siano così selvaggi», e chi, nei supermercati, oltre a trincerare vini e superalcolici dietro nastri bianchi e rossi per far rispettare l’ordinanza anti-alcol del prefetto, si è trovato costretto ad assoldare un vigilante per tenere a bada eventuali scalmanati, «perché temiamo per l’incolumità delle persone che lavorano all’interno». A Udine, che, come ricordato dal sindaco Alberto Felice De Toni, oggi sarà sotto gli occhi di oltre 20 milioni di telespettatori, si vive anche così l’attesa della finale di Supercoppa Uefa fra Paris Saint-Germain e Tottenham Hotspur. L’appuntamento allo stadio Friuli stasera, in una città blindata da oltre un migliaio di operatori delle forze dell’ordine.

Da ieri, in ragione dell’altissimo grado di rischio della partita (anche per le appartenenze filo-israeliana e filo-palestinese delle due tifoserie) è entrato in vigore il provvedimento prefettizio, che - fra le altre cose - vieta a locali, ma anche a negozi e distributori automatici del capoluogo friulano (oltre che delle frazioni di Feletto Umberto e Colugna di Tavagnacco e di Torreano di Martignacco) di vendere alcolici al di sopra dei 5 gradi. «Un’ordinanza di difficile applicazione» secondo Christian Lorenzutti, contitolare del supermercato Despar di via Battisti, nel centro storico di Udine, a poca distanza dallo Uefa Fan Festival inaugurato ieri in piazza Libertà davanti a 500 persone. Nelle corsie degli alcolici, il gestore ha messo i nastri a strisce bianche e rosse e ha affisso il provvedimento. «Voglio vedere se nel supermercato entrano 40 hooligan come facciamo a contenerli. Abbiamo esposto l’ordinanza e cerchiamo di avvertire le persone dei divieti. Dei residenti si sono lamentati. Abbiamo dovuto mettere una guardia all’ingresso, sia oggi pomeriggio (ieri ndr), sia domani (oggi ndr), perché temiamo per l’incolumità delle persone che sono all’interno del supermarket. Quando dici un “no” alla gente che non vuole capire, sarà difficile. Gli alcolici non li abbiamo tirati via, ma ci abbiamo messo i nastri e l’ordinanza sopra. In centro si vive questo evento con apprensione. È difficile per i dipendenti, oltre a tutto quello che fanno, controllare anche tutto quello che compra la gente e non posso permettermi di tirare giù 15 metri di scaffale perché si sono sognati di fare la Supercoppa a Udine».