«Il sonar ha funzionato come uno scandaglio, era giusta l'intuizione degli operatori anche se di solito è più adeguato per bacini d'acqua ristretti. Con questo strumento è stato come mettere al lavoro un paio d'occhi sott'acqua in un contesto complicato come il fondale dell'Adriatico, limaccioso, scuro e torbido. La tecnica ha mostrato i risultati dell'ispezione subacquea attraverso uno schermo e a quel punto tre sommozzatori della squadra si sono immersi nel fondale». È avvenuto così, dal punto di vista tecnico, spiega il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Venezia Carlo Metelli, il ritrovamento del piccolo Carlo Panizzo, il bambino di 6 anni di cui si erano perse le tracce sulla spiaggia di Ca' Pasquali a Cavallino-Treporti lunedì, nello specchio di mare di fronte al camping Vela Blu, e ritrovato senza vita poco prima delle 3, martedì.
Bambino annegato a Cavallino, il comandante dei vigili del fuoco: «Abbiamo sperato, poi il sonar ci ha mostrato una sagoma: non era incastrato ma adagiato sul fondale»
Il comandante dei vigili del fuoco di Venezia Carlo Metelli: «Abbiamo sperato per tutto il giorno che il bambino non fosse in acqua»












