C’è una decima persona iscritta nel registro degli indagati dalla procura della Repubblica di Paola nell’ambito dell’inchiesta sui casi di intossicazione da botulino in Calabria che ha portato alla morte di due persone ed altre 14 sono ricoverate nell’ospedale di Cosenza. Il decimo indagato è un medico, che si aggiunge agli altri cinque sanitari già iscritti nel registro, che avrebbe anche lui visitato uno dei due deceduti.

Precedentemente erano già indagati il commerciante ambulante che ha venduto i panini, tre responsabili delle ditte produttrici del prodotto inquinato e 5 medici di due strutture sanitarie del cosentino. Le indagini hanno trovato sul food truck di Diamante, che ha somministrato i panini killer, più alimenti, diversi sia per tipo che per provenienza di fabbricazione, contaminati dalla tossina. È' emerso dalle analisi eseguite sui cibi dall’Istituto superiore di sanità e inviate alla procura di Paola. Secondo gli inquirenti ci si trova di fronte a una contaminazione crociata, ovvero la trasmissione della tossina da un alimento all'altro con un unico vettore, che può essere un utensile, come una forchetta, le stesse mani o anche un insetto, visto che i barattoli venivano lasciati aperti.