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La nuova minaccia espressa dalla "voce del Cremlino" contro l'Azerbaigian arriva mentre Baku valuta la revoca del divieto di forniture militari all'Ucraina. Malumori per le iniziative di Trump nel Caucaso
La Russia potrebbe presto aprire un nuovo fronte di guerra. La minaccia è stata espressa domenica sera da Vladimir Solovyov, il presentatore considerato la "voce del Cremlino" che dal canale di Stato Russia-1 ha avvertito che l'invasione dell'Ucraina "potrebbe non essere l'ultima Operazione militare speciale della nostra generazione". A provocare la reazione russa, secondo Solovyov, potrebbe essere l'installazione di basi della Nato nell'area del Mar Caspio al confine fra l'Azerbaigian e la Federazione. "Dobbiamo comprendere che ciò che sta accadendo nel Caucaso meridionale è un grande problema", ha affermato il propagandista sottolineando, a suo dire, i pericoli geopolitici nel "cortile di casa" di Mosca.
Solovyov, contro il quale Unione Europea e Regno Unito hanno approvato sanzioni, ha commentato anche gli ultimi sviluppi del conflitto in Ucraina e in particolare il vertice in programma venerdì prossimo in Alaska tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo americano Donald Trump. La guerra continuerà perché è "nell'interesse degli europei", ha detto il presentatore esprimendo forti dubbi che il summit tra i leader delle due super potenze possa dunque rivelarsi decisivo.






