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La decisione del giudice. Vance: "Jeffrey aveva legami con politici di sinistra"
Nuova svolta nel caso di Jeffrey Epstein: dopo settimane di pressioni politiche un giudice federale di New York ha respinto la richiesta del dipartimento di Giustizia Usa di desecretare le trascrizioni del gran giurì che portarono all'incriminazione di Ghislaine Maxwell, la socialite britannica ex fidanzata e complice del finanziere pedofilo suicidatosi in carcere nel 2019. Con una sentenza di 31 pagine il giudice distrettuale Paul Engelmayer ha affermato che nei verbali c'è poco che non sia già di pubblico dominio, né si identificano altri autori di rapporti sessuali con minorenni finora sconosciuti. Il mese scorso, nel tentativo di smorzare l'indignazione tra i suoi sostenitori riguardo al presunto insabbiamento da parte del governo delle attività di Epstein e della sua morte, il presidente Donald Trump ha ordinato alla ministra della Giustizia Pam Bondi di chiedere la diffusione della testimonianza resa dalla giuria contro il finanziere. Il togato tuttavia ha respinto le argomentazioni del governo secondo cui le trascrizioni del gran giurì dovrebbero essere pubblicate a causa del «grande interesse pubblico» sul caso. «L'intera premessa che il materiale porterebbe alla luce nuove informazioni significative sui crimini di Epstein e Maxwell, o sulle indagini del governo al riguardo, è palesemente falsa», ha scritto Engelmayer. Ieri il vicepresidente Usa JD Vance ha avanzato l'ipotesi che Epstein avesse «legami con politici e miliardari di sinistra».






