Mentre in Veneto la base della Lega scalpita e chiede che si prepari comunque il “Piano B”, cioè la corsa solitaria, dal palco della Versiliana torna a farsi sentire il Capitano: Salvini ha dato il via libera alla corsa del “Fratello” Alessandro Tomasi in Toscana, facendo capire che, in cambio, si aspetta che Meloni ceda sul Veneto. «Squadra che vince non si cambia - ha ripetuto il segretario federale della Lega -. Se il centrodestra si divide fa un errore clamoroso: se stiamo uniti i compagni non governano per i prossimi trent’anni». Ha detto che anche in Toscana le liste sono pronte, ma bisogna muoversi: «Se aspettiamo ancora ci troviamo a mangiare le castagne prima di aver scelto il candidato». Quanto alla Lista Zaia, nessun dubbio: «Più liste ci sono meglio è, se i cittadini hanno più scelta meglio è».
Intanto il governatore Luca Zaia rimanda ogni decisione al tavolo nazionale in merito alla lista con il proprio nome. In ballo, oltre al mantenimento a Palazzo Balbi della bandierina del Carroccio, c’è infatti anche la Lista Zaia: Matteo Salvini ha già detto che porterà la questione al tavolo nazionale del centrodestra perché «la Lista Zaia è un valore aggiunto», lo stesso governatore in una intervista al Corriere della Sera ha ribadito che è «innegabile che la Lista Zaia per il centrodestra possa avere anche dei vantaggi», ma soprattutto il coordinatore veneto di Fratelli d’Italia, Luca De Carlo, ha dato l’ok: «Da parte mia nulla osta», ha detto al Gazzettino. Così ieri il governatore ha evitato ulteriori commenti: «Della Lista Zaia non parlo più, ho già detto quello che penso, non vorrei diventasse un tormentone e che mi venisse attribuito magari con qualche commento narcisistico o di megalomania, sarà il tavolo nazionale a decidere». E ha pure escluso di aver sentito la premier per capire a che punto sono le trattative: «Il mio compito è governare la Regione fino all’ultimo giorno, consegnare una macchina rodata, con molti primati, e fare in modo che i pozzi non siano avvelenati».














