Donald Trump proroga di altri 90 giorni la tregua sui dazi con la Cina nel tentativo di stabilizzare i rapporti fra le due maggiori economie al mondo.
L'estensione allenta i timori di una nuova possibile guerra commerciale e concede ai due Paesi più tempo per affrontare e cercare di risolvere i nodi non ancora sciolti, dal traffico di fentanyl alle attività delle aziende americane nel Paese.
La svolta su Pechino - secondo Cnbc il tycoon ha firmato un ordine esecutivo per l'estensione - coincide con il chiarimento da parte dell'amministrazione di un altro importante tassello della politica commerciale presidenziale: sull'oro importato negli Stati Uniti non saranno imposti dazi. Parole che sono una rassicurazione per i mercati finanziari, dove le quotazioni del metallo prezioso riducono le perdite di seduta.
Trump ha tenuto le carte coperte sull'estensione fino alla fine. "La Cina è preoccupata della carenza di soia. Spero che rapidamente quadruplichino gli ordini. Questo è un modo per ridurre il deficit commerciale con gli Usa", ha detto su Truth prima dell'annuncio della proroga aumentando così la pressione su Pechino. La partita commerciale con la Cina si intreccia con quella della Russia per la fine della guerra in Ucraina: il Dragone, come l'India, è un acquirente del petrolio russo e Trump vorrebbe una stretta. Per inviare un messaggio chiaro, la Casa Bianca ha imposto dazi del 25% su New Delhi per i suoi acquisti petroliferi russi e non è escluso che possa farlo anche con Pechino. "Stiamo valutando. Il caso della Cina è più complesso di quello dell'India", ha ammesso il vicepresidente JD Vance.














