Ci siamo. Ancora poche ore e poi la tregua di 90 giorni sui dazi tra Stati Uniti e Cina sarà ufficialmente conclusa, anche se un po' tutti si aspettano l'annuncio di un'ulteriore proroga da parte di Donald Trump. Con l'accordo siglato lo scorso maggio a Ginevra, i dazi degli Stati Uniti contro i prodotti cinesi sono scesi dal 145 al 30%, mentre quelli cinesi contro i prodotti statunitensi sono scesi dal 125 al 10%. La differenza di 20 punti percentuali deriva dai due round di tasse aggiuntive del 20% imposte dalla Casa Bianca a febbraio e marzo per il presunto mancato controllo sul flusso dei materiali utili alla produzione del fentanyl, l'oppioide killer che causa diverse vittime negli Usa. Qualora non arrivassero annunci, dal 12 agosto verrebbe reintrodotto quantomeno il 24% attualmente sospeso il totale di tasse doganali anti cinesi andrebbe a un totale del 54%, molto vicino al 60% minacciato da Trump in campagna elettorale e che Pechino giudica del tutto inaccettabile.
L’ANALISI
Usa-Russia, il primo incontro tra i fidanzati globali e la scomparsa del Vecchio Continente
A Stoccolma, durante il terzo round negoziale delle scorse settimane, si è raggiunta un'intesa per la proroga di ulteriori 90 giorni fino dunque a inizio novembre. La delegazione cinese ha annunciato l'accordo come cosa fatta. Quella statunitense ha invece rallentato, con il segretario al Tesoro Scott Bessent che ha spiegato che serve il via libera di Trump. Le borse cinesi hanno iniziato la settimana in rialzo, segnale che i mercati si aspettano che l'annuncio arrivi in tempo per evitare il balzo in avanti delle tariffe.











