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Ultimo aggiornamento: 20:46
“Ora bisogna occuparsi della pancia del paese, di chi guadagna 30, 40, 50 o 60 mila euro l’anno e non arriva a fine mese. La soluzione? La priorità è la pace fiscale: rottamiamo definitivamente tutte le cartelle esattoriali”. Così Matteo Salvini, leader della Lega, ministro dei Trasporti e vicepresidente del Consiglio, apre il suo intervento al Caffè della Versiliana, intervistato dal direttore del Giornale Alessandro Sallusti.
Il vicepremier mette subito il sigillo sulla prossima manovra: “Pace fiscale definitiva”, con pagamento in “120 rate uguali, senza sanzioni e senza interessi”, per liberare “artigiani, piccoli imprenditori e lavoratori dipendenti” da debiti accumulati negli anni. La definisce un “mutuo decennale” che porterebbe “miliardi nelle casse dello Stato” e “ossigeno” a “milioni di famiglie”.
Il contesto è quello del caro-spiagge e, più in generale, dell’inflazione. Salvini puntualizza che la colpa “non è del governo, dell’opposizione, di Sallusti o delle scie chimiche”. Una formula che suona paradossale, visto che lui stesso è parte del governo e rivendica “due leggi di bilancio da portare a casa prima delle elezioni del ’27”.






