Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
La decisione della cittadina di Jumilla sta diventando un caso politico, con il governo che ha intimato al consiglio comunale di abrogare la decisione di impedire la celebrazione pubblica di feste islamiche
In questa estate torrida, tutto può trasformarsi in un caso politico. Questo è quanto sta succedendo in Spagna sul cosiddetto “caso Jumilla”, la cittadina della provincia di Murcia che ha approvato un’ordinanza che vieta la celebrazione di feste religiose musulmane per strada o negli impianti sportivi pubblici. La risposta del governo socialista di Sanchez è arrivata nella giornata di oggi: un ministro ha richiesto al consiglio della comunità autonoma di Murcia di annullare la mozione votata lo scorso 28 luglio con i voti di Vox e del Partito Popolare. Una decisione controversa che causerà sicuramente discussioni di ordine costituzionale e una chiara escalation dello scontro con l’opposizione di centro-destra.
Come riporta il quotidiano Abc, la richiesta perentoria del governo socialista è arrivata attraverso gli account ufficiali su X dei ministri della politica territoriale e della giustizia, i socialisti Ángel Víctor Torres e Félix Bolaños. “Da parte del governo spagnolo, inviamo una richiesta al consiglio comunale di Jumilla, nella provincia di Murcia, di annullare la mozione che impedisce le celebrazioni pubbliche che la comunità musulmana ha già realizzato negli ultimi anni”. La richiesta sarebbe stata recapitata nella mattinata di lunedì e le ragioni, secondo Torres, sarebbero chiarissime: “Contro l’intolleranza non ci sono mezze misure. Il Partito Popolare e Vox non possono decidere chi ha libertà di culto e chi non ce l’ha. Questo è un diritto garantito dalla costituzione”. Il ministro Bolaños va ancora oltre: il governo centrale difenderà la costituzione, i diritti e la libertà religiosa dalla “deriva estremista dei Popolari e di Vox”, come già fatto per il protocollo antiabortista in Castilla y Leon qualche mese fa.






