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Il sostegno incondizionato a Israele è da alcuni decenni una delle caratteristiche che definiscono la politica estera del Partito Repubblicano degli Stati Uniti. Da qualche tempo però una parte del movimento MAGA, Make America Great Again, quello creato e guidato dal presidente Donald Trump, ha cominciato a dissentire.

A luglio Marjorie Taylor Greene, una delle deputate più note del movimento, per la prima volta ha definito le azioni di Israele a Gaza un «genocidio». Greene è una figura controversa anche dentro al Partito Repubblicano, ma le sue parole sono diventate l’elemento più evidente di una tendenza diffusa tra molti esponenti della destra populista.

A giugno Steve Bannon, ex consigliere di Trump che ha ancora una grande influenza nella destra americana e ne rappresenta la componente più populista, ha detto che sostiene lo stato di Israele ma che gli israeliani non dovrebbero dare per scontato il sostegno degli Stati Uniti. Tucker Carlson, ex presentatore di Fox News che è diventato uno dei giornalisti più seguiti dall’estrema destra americana, ha detto che gli israeliani «non possono usare i soldi delle mie tasse per bombardare le chiese». Il riferimento è al fatto che gli Stati Uniti forniscono miliardi di dollari tutti gli anni a Israele in armamenti e aiuti finanziari.