Giornata di conferenze stampa per Benjamin Netanyahu. Il primo ministro israeliano ha dichiarato che la nuova operazione militare a Gaza avrà un "calendario piuttosto breve. Non voglio parlare di tempi precisi, ma stiamo parlando di tempi piuttosto brevi perché vogliamo porre fine alla guerra". Da qui il riferimento alla decisione del cancelliere tedesco Friedrich Merz di interrompere la fornitura a Israele di armi che possano essere impiegate a Gaza, affermando di "rispettarlo come amico di Israele" ma di ritenere che abbia "ceduto alla pressione di falsi reportage televisivi e di gruppi interni".

Parlando ai giornalisti stranieri, Netanyahu ha accusato alcuni leader europei di riconoscere in privato la posizione israeliana, ma di non voler affrontare l'opinione pubblica dei propri Paesi. "Questo è un problema loro, non nostro", ha detto ancora, paragonando Hamas a "neo-nazisti" e ricordando che un predecessore di Merz, in visita nei primi giorni del conflitto, gli avrebbe detto: "Sono esattamente come i nazisti". Secondo il premier, fermare l'operazione significherebbe "lasciare l'equivalente dell'esercito nazista nella Berlino di allora", cosa che Israele non intende fare. "Spero che il cancelliere Merz cambi politica - ha concluso - e so che la cambierà quando vinceremo".