Se Sala piange, Lepore non ride. E ad essere preoccupati non sono solo i due sindaci, ma è tutto il centrosinistra. O quasi. L’apparato giudiziario, da sempre tanto esaltato da quelle parti, ora rischia di mandare in crisi il famigerato “modello Pd”, i tanto sbandierati successi amministrativi che dovrebbero dimostrare la validità delle ricette dem. A sabotare la narrazione di Schlein e compagni ci stanno pensando però i pm, spalleggiati da quel mondo di estrema sinistra composto da ecotalebani e professionisti del “no” a qualsiasi cosa.
Gli effetti della maxi inchiesta sulle concessioni urbanistiche di Milano rischiano infatti di non fermarsi ai confini del capoluogo lombardo. Il clamore sollevato dai pm meneghini ha attirato l’attenzione: in giro per l’Italia, toghe e attivisti rossi sono già sul piede di guerra, pronti con nuovi procedimenti per scardinare il modello urbanistico che ha permesso l’espansione di tante grandi città. Dopo Beppe Sala, il nuovo bersaglio sembra essere Matteo Lepore, primo cittadino di Bologna dove è stato aperto un fascicolo su 13 operazioni edilizie ritenute “sospette”.
BOLOGNA, ALTRA BOMBA SUL PD: MAXI-INCARICO ILLEGITTIMO AGLI ARCHITETTI
Faro della Corte dei Conti sul Comune di Bologna. Nel mirino una consulenza esterna mascherata da appalto di servizi. Pe...






