«Offro un entusiasmante lavoro part-time per persone che hanno familiarità con le regole del tennis. Pagamento da 50-70 euro a partita. Tutto ciò di cui hai bisogno per fare il lavoro è un telefono Android». Con questo annuncio pubblicato in rete Aleksey Viktorovich Medkov, il 35enne russo indagato dalla Procura di Roma perché «esercitava abusivamente l'organizzazione delle scommesse sulle partite internazionali di tennis», reclutava il suo "esercito". Lui sostiene di essere un courtsider, ossia un osservatore a bordo campo che fornisce in tempo reale informazioni agli scommettitori. Ma il sospetto degli inquirenti - che hanno chiesto il rinvio a giudizio del russo - è che non si limitasse solo a registrare ogni punto realizzato o servizio sbagliato, fino a quando l'arbitro decreta il "game-set-match", ma che alcuni complici avessero un ruolo "attivo", disturbando il gioco in modo da condizionarlo.

L'obiettivo del courtsider è battere il telecronista ufficiale, premendo un pulsante sul suo telefono al termine del punto. Lo scommettitore, avendo ricevuto dati aggiornati, riesce a piazzare una puntata live prima che il bookmaker reagisca alla variazione del punteggio, cambiando le quote. Di solito il vantaggio è minimo, ma questi piccoli vantaggi, accumulati nel corso di una partita, possono tradursi in un ricavo significativo. Il tennis è probabilmente lo sport perfetto per gli scommettitori professionisti. Non ci sono pareggi e i tornei si svolgono in tutto il pianeta. «Nel 2016, da una domenica al venerdì, per oltre dieci ore sono stato sugli spalti di Wimbledon e ho incassato 45mila dollari», aveva riferito alla rivista "Internazionale" un anonimo courtsider. I dati li trasmettono usando dispositivi elettronici grandi quanto un bottone: «Li nascondiamo nelle scarpe, la pressione su uno o l'altro determina l'informazione su chi sia il vincitore del punto giocato». Una pratica vietata dai regolamenti dei più blasonati tornei tennistici, come quello degli Internazionali di Roma, in cui Medkov è stato sorpreso il 12 maggio 2022 dalla Guardia di Finanza in flagranza di reato, ossia mentre usava l'applicazione "Dtmflite", che «permetteva agli utenti, cui veniva mandato un link, di connettersi ed effettuare scommesse» sportive online in tempo reale. Si tratta di una piattaforma che - come precisato dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli - «non risulta nell'elenco dei soggetti autorizzati al gioco a distanza sul territorio italiano».