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Made in Italy su del 5,3% nei Paesi alternativi agli Usa. Washington prepara un rimedio per sbloccare i lingotti
Accelera l'export italiano con un incremento significativo nei mercati alternativi agli Stati Uniti. Un segnale che le imprese stanno affrontando con determinazione la guerra commerciale innescata dai dazi imposti dagli Usa, cercando nuovi sbocchi per i loro prodotti. Confartigianato, in particolare, ha sottolineato come l'export del Made in Italy verso i 25 Paesi top market quelli più promettenti al di fuori del mercato statunitense abbia registrato una crescita del 5,3% nei primi quattro mesi del 2025. Questo andamento positivo si aggiunge a una crescita complessiva delle esportazioni italiane verso i Paesi extra Ue dell'1,3%, che sale al 2% al netto delle esportazioni di energia.
Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, ha commentato questi risultati, evidenziando che "il piano straordinario per l'export funziona". Il ministro ha aggiunto che "diversificare i mercati internazionali nei quali esportare i nostri prodotti è la strategia giusta per contrastare l'effetto negativo dei dazi americani", confermando l'impegno del governo a sostenere la crescita delle esportazioni italiane.






