PORDENONE - Una vacanza da sogno si è trasformata in un incubo tra siti clonati, offerte allettanti e agenzie fantasma. È quanto è accaduto a una giovane pordenonese, le iniziali M.V., che è stata truffata per 2.100 euro nel tentativo di prenotare un tour in Tanzania e Zanzibar con partenza da Venezia il 6 agosto. Il viaggio era proposto dalla “Dove vuoi travel” di Ancona, agenzia online che si presentava con un sito ben curato, recensioni positive e un operatore cortese e preparato che si faceva chiamare Mattia. L’offerta, scontata del 30%, sembrava un’occasione da non lasciarsi scappare. Dopo aver ricevuto la fattura (poi risultata falsa) e aver effettuato il bonifico su un conto Sumup con sede in Irlanda, la cliente non ha più avuto notizie da parte del tour operator.
L’operatore non rispondeva più a lei, ma continuava a farlo con altri: amici della ragazza, fingendo di essere interessati a un viaggio, hanno provato a contattarlo tramite il form sul sito e hanno ricevuto risposte professionali, spiegazioni su come funziona un conto Sumup e persino una visura camerale della società. Un documento che confermava l’esistenza della “Dove vuoi travel”, ma con sede in un ristorante chiuso e attività prevalente nel settore dei bar e servizi senza cucina. Passavano i giorni, ma di carte d’imbarco o comunicazioni non c’era traccia. M.V. si è così rivolta all’Adoc aps di Pordenone e ai carabinieri per sporgere denuncia. Le verifiche hanno portato a scoprire altri due siti clone: la “Viaggia qui” di Pescara e la “Viaggiamoci” di Livorno, quest’ultima già segnalata più volte negli ultimi mesi. Tutte dichiarano di avere una sede fisica, ma ai tre indirizzi indicati come sede delle agenzie di viaggio non c’erano attività operative: solo palazzi fatiscenti, serrande abbassate o locali completamente vuoti.







