VENEZIA - L’ordine di abbattimento del leccio di piazzale Roma era stato trasmesso alla cooperativa che, per conto del Comune di Venezia, si occupa della manutenzione del verde pubblico. La circostanza è stata accertata dalla Procura di Venezia nel corso delle indagini su quanto accaduto lo scorso 2 giugno, quando il grande albero ha ceduto e si è schiantato al suolo travolgendo i passanti, dodici dei quali rimasero feriti. La più grave, una donna di 39 anni, ha lottato per la vita in Rianimazione per alcune settimane, per poi essere dimessa lo scorso luglio dall’ospedale di Mestre ed essere trasferita in una struttura riabilitativa.

A firmare l’ordine di abbattimento del leccio di piazzale Roma e di altre piante ritenute pericolose, è stato il responsabile del verde pubblico del Comune di Venezia, e il suo provvedimento risale ad alcuni mesi prima rispetto all’incidente dello scorso 2 giugno: non è ancora chiaro il motivo per il quale la disposizione non abbia trovato attuazione. Al fine di individuare con esattezza le responsabilità per il crollo dell’albero, il sostituto procuratore che coordina le indagini, Christian De Turco, ha disposto una specifica verifica per accertare se l’ordine di abbattimento potesse essere rimasto per errore in qualche cassetto degli uffici comunali. Ma così non è: Ca’ Farsetti ha fornito prova dell’avvenuta trasmissione del provvedimento alla cooperativa Zorzetto. A fornire la motivazione tecnica per disporre l’abbattimento è stato il risultato degli accertamenti svolti dalla cooperativa Demetra, incaricata dalla cooperativa Zorzetto di eseguire indagini sulla salute degli alberi, la quale ha segnalato la grave malattia del leccio.