Suleiman Obeid, ex capitano della nazionale di calcio palestinese, uno dei più forti giocatori del suo paese, è stato ucciso a Gaza in un raid israeliano mentre stava cercando di raccogliere aiuti umanitari. Aveva 41 anni, una moglie e cinque figli e si era ufficialmente ritirato nel 2023. Lo ha annunciato la Pfa, la federcalcio palestinese, in una nota.

«Nel corso della sua lunga carriera, Obeid ha segnato più di 100 gol, diventando una delle stelle più brillanti del calcio palestinese», ha sottolineato la federazione. Soprannominato “il Pelè della Palestina”, Obeid ha vinto la Scarpa d'Oro del campionato della Striscia di Gaza per tre stagioni consecutive, dal 2016 al 2018. Ha partecipato alla Challenge Cup asiatica del 2012 e alle qualificazioni Mondiali del 2014.

Venerdì la Uefa, l’organo di governo del calcio europeo, l’ha ricordato con un tweet in cui ha scritto che «ha dato speranza a innumerevoli bambini, anche nei momenti più duri». Senza dire nulla sulle circostanze della sua morte, come ha sottolineato con un repost e una domanda – Potete dirci come è morto, dove e perché? – dal calciatore egiziano Mohamed Salah, attaccante del Liverpool e capitano della sua nazionale. Chiaro il significato del messaggio del calciatore postato su X, dove chiede ai vertici dello sport di non limitarsi al cordoglio, ma prendere una posizione.