Mosca sì, Kiev no: paradossi della guerra.

L'Uefa continua ad erogare i suoi fondi di solidarietà alla Russia, ma ha sospeso quelli destinati all'Ucraina, tecnicamente paese aggredito proprio dal Cremlino, in quanto ritenuta "zona di operazioni militari". La denuncia è del Guardian, che ha calcolato come l'organismo massimo del calcio europeo, dal 2022 ad oggi, abbia versato alle società russe oltre 10 milioni di euro sotto forma di premi e sussidi economici, destinati generalmente ai club esclusi dalle competizioni continentali.

Uno strumento - spiega la stessa Uefa - usato per "mantenere l'equilibrio competitivo nei massimi campionati europei", proprio in virtù delle "entrate aggiuntive" derivanti dalla partecipazione alle tre coppe: Champions League, Europa League e Conference League. Nonostante l'esclusione dalle competizioni europee, scattata a seguito della guerra innescata dall'invasione del Donbass da parte dell'esercito russo, i finanziamenti dell'Uefa hanno, dunque, continuato ad irrorare le casse del club russi, secondo il giornale inglese. Denaro indirizzato alla Federcalcio russa che, successivamente si impegna a distribuire ai vari club. Ma che ha sollevato le proteste di alcune società dell'Ucraina, che al contrario non hanno più ricevuto sussidi economici dall'inizio dell'aggressione russa. Il motivo ufficiale, denunciano le stesse, è che le loro sedi sono considerate "zona di operazioni militari".