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Tra i nomi delle persone coinvolte nelle inchieste sull’urbanistica a Milano – che puntano a dimostrare l’esistenza di un «sistema» di politici, imprenditori e tecnici che avrebbe favorito la speculazione edilizia – c’è quello di Manfredi Catella, presidente di Coima agli arresti domiciliari con le accuse di corruzione e induzione indebita a dare e promettere utilità. Coima è un grande gruppo immobiliare che negli ultimi due decenni ha condotto i più importanti progetti di riqualificazione e sviluppo a Milano, quelli che in città conoscono quasi tutti e che spesso sono noti anche a chi non ci abita. Sono progetti che hanno cambiato non solo i quartieri, ma l’intero skyline della città, cioè la forma che disegnano i suoi edifici se si guardano con il cielo sullo sfondo.

È di Coima per esempio la riqualificazione dell’area di Porta Nuova, con la torre Unicredit, piazza Gae Aulenti e il Bosco Verticale, ma anche il progetto del nuovo palazzo della Fondazione Feltrinelli e la realizzazione di parte del Villaggio Olimpico per le Olimpiadi invernali del 2026. Era quindi probabile che in qualche modo venisse coinvolta dalla magistratura nelle grandi inchieste in corso, proprio per la sua centralità nell’urbanistica di Milano e proprio perché è stato anche il particolare contesto edilizio della città, al centro delle indagini, ad aver contribuito all’enorme crescita dell’azienda.