Si trovavano all’interno dell’area cani quando il suo animale finì per urtare un’altra proprietaria di un cane, facendola cadere a terra e provocandole la rottura di un braccio, con successivo intervento chirurgico e lunga riabilitazione. Ora a distanza di cinque anni dal fatto la padrona del cane, che al momento dell’incidente si trovava senza guinzaglio e dunque essendo libero l’assicurazione non ha coperto il danno, è stata condannata dal tribunale di Firenze ad un risarcimento di oltre 22mila euro. E se nel recinto apposito è riconosciuta "la facoltà di tenere liberi i cani" è stato ritenuto che i padroni non "siano autorizzati a disinteressarsene, dovendo pur sempre mantenere su di essi costante vigilanza e un controllo più attento a maggior ragione se" nel luogo pubblico "sono presenti altre persone".
L’episodio, come riportato da La Nazione, risale al novembre 2020 nell’area verde da 1500 metri quadrati di piazza D’Azeglio dove secondo quanto ricostruito dal tribunale, con il giudice Micaela Picone, alcuni cani iniziarono a rincorrersi nel recinto tra cui quello della donna finita a processo che poi ha urtato l’altra proprietaria. Un episodio che non è stato ritenuto da comprendere nel perimetro tracciato dalla Cassazione del caso fortuito, di una situazione di "imprevedibilità, inevitabilità ed assoluta eccezionalità" ma piuttosto evitabile con quella che, secondo il giudizio, poteva essere una condotta più accorta del cane. La difesa dell’animale che ha finito per tamponare la donna ha invocato il concorso di responsabilità tra le due proprietarie, in quanto entrambe si trovavano dentro l’area.








