Il cane era stipato costantemente sul balcone. Pochi metri di un appartamento al terzo piano sul quale l’animale, un lupo cecoslovacco, era stato spesso tenuto legato con una corda, vedendosi ancora più costretto in uno spazio angusto e insufficiente per le sue esigenze. Fino all’epilogo drammatico, con il cane che è precipitato dal terzo piano, morendo sul colpo. Il proprietario è stato ora condannato dal tribunale penale di Lecce per abbandono e maltrattamento di animali.

Secondo quanto ricostruito dalla seconda sezione penale, la sua caduta sarebbe stata agevolata dalla presenza di una panca collocata a ridosso della ringhiera. E sarebbe dovuta alla volontà di liberarsi dalla condizione di costrizione in cui si è visto a lungo tempo. I giudici hanno evidenziato come il cane manifestasse continuamente "la propria condizione di assoluta sofferenza e solitudine, anche a causa della lunga esposizione alle intemperie". Il procedimento ha visto la costituzione di parte civile dell’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa). Che si è opposta alla richiesta di archiviazione inizialmente presentata dal pm.

“La detenzione di un cane sul balcone, o comunque in condizioni non naturali, può comportare episodi gravi come quello accaduto in questo caso”, ha dichiarato l’avvocata Claudia Taccani, responsabile dell’ufficio legale di Oipa Italia. “Ancora una volta – aggiunge – la giurisprudenza riconosce condotte illecite di questo tipo. Continueremo a batterci per far riconoscere agli animali la tutela legale come esseri senzienti".