Le schegge della porta di vetro vandalizzata hanno raggiunto il bancone. Lo stesso dove, giorni prima, Fares Vauall - il titolare della pasticceria «Cara Siria» di Trento - aveva deciso di esporre le Gaza Cola, una bevanda alternativa alla nota bibita americana, commercializzata per finanziare la ricostruire degli ospedali nella Striscia. E che «sono state il motivo di un’aggressione razziale rivolta a mio figlio minorenne e, credo, anche di quel vetro ridotto in mille pezzi», racconta.