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Sono iniziati oggi a Chengdu, in Cina, i World Games (o Giochi Mondiali): una manifestazione multisportiva internazionale che si tiene ogni quattro anni in cui atleti e atlete si confrontano in decine di discipline sportive. Fin qui una descrizione che andrebbe bene, tale e quale, per le Olimpiadi. La differenza sta nelle discipline: ai World Games ci sono quelle che non sono olimpiche. Si parla di discipline perché ci sono casi di sport (come il tiro con l’arco) che hanno discipline (cioè specifici modi di praticare il tiro con l’arco) che sono olimpiche, ma anche altre ai World Games. E ci sono anche molti casi di veri e propri sport – soprattutto di squadra – che non sono olimpici.
A Chengdu saranno assegnate medaglie in gare di canoa su distanze più lunghe di quelle olimpiche, in gare di droni, in una sorta di golf giocato però con i frisbee e nel nuoto con le pinne. Gli sport di squadra più peculiari sono probabilmente il korfball e il fistball, rispettivamente riconducibili – seppur con molte differenze – a basket e pallavolo.
Un modo di vederla è che i World Games sono una sorta di Olimpiadi “di serie B”. Un altro è che ne sono una versione sperimentale: in parte un retrobottega in cui fare prove, in parte un palco secondario dal quale mettersi in mostra. In un certo senso, oltre a essere una gara tra atleti, i World Games sono anche una gara – tra sport e discipline – a chi riesce a sfruttare meglio l’occasione per farsi promuovere alle Olimpiadi.












