Si è aperta poco dopo le 9 a Torino la camera ardente di Vladimiro Zagrebelsky, il giurista torinese morto martedì nella sua casa di Gressoney-La-Trinité all’età di 85 anni.
Sul feretro nessun fiore, sono invece appoggiati sulla bara dalle linee molto semplici il tocco e due toghe: quella da magistrato e l’altra, blu con una coccarda che reca le 12 stelle dorate in cerchio, indossata nei nove anni (2001-2010) di mandato da giudice della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo.
Vladimiro Zagrebelsky incarnava il meglio della nostra Costituzione
«Era un’espressa volontà di nostro padre», spiegano le figlie presenti alla cerimonia.
Su uno schermo alla parete c’è un’immagine in bianco e nero di Vladimiro Zagrebelsky che si alterna a fotografie familiari. La camera ardente rimarrà aperta fino alle 18 alla Casa Funeraria di Giubileo di corso Bramante 58.












