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La saldatura con movimenti di protesta e pro Pal, corteo a Messina. Il rischio è che il cantiere diventi un teatro di scontri come la Val di Susa
L'Italia è da decenni il Paese dei no. C'è sempre qualcuno che, per mera ideologia, deve opporsi a qualcosa, tanto meglio se si tratta di infrastrutture. Oggi è il Ponte sullo Stretto di Messina ma negli Sessanta era la costruzione dell'Autostrada A1, colonna vertebrale della mobilità: secondo le voci di chi allora protestava sarebbe costata troppo e avrebbe soddisfatto un mero interesse capitalista. Nonostante i social abbiano dimostrato vivo e positivo interesse per il progetto, come dimostrano il sentiment positivo al 67,7% registrato dall'instant mood di Arcadia e le oltre 500mila visualizzazioni in due ore del video di Webuildgroup in collaborazione con Geopop, che mostra l'anteprima 3D del Ponte, dopo il "sì" del Cipess, i "No Ponte" hanno ripreso vigore e sono già emerse saldature con i "No Tav" (nella foto i recenti scontri), oltre che con i gruppi "Pro Pal".






