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La maggioranza di destra che governa la cittadina di Jumilla, nel sud-est della Spagna, ha approvato una norma comunale che vieta l’uso degli spazi pubblici, e in particolare delle strutture sportive, per la celebrazione di festività islamiche: è la prima misura di questo tipo in tutta la Spagna. La modifica al regolamento comunale non menziona esplicitamente la religione islamica, ma il modo in cui è stata approvata rende chiaro il suo intento. Il partito di estrema destra Vox, da cui è partita l’iniziativa, ha elogiato la misura che ha «impedito di celebrare feste islamiche negli spazi pubblici» e avrebbe difeso le «radici cristiane» della Spagna.
Jumilla è una cittadina di 27 mila abitanti, con una popolazione musulmana di circa 1.500 persone. Si trova nella regione di Murcia, la stessa di Torre Pacheco, città dove a luglio ci sono state violenze xenofobe contro la comunità nordafricana. Jumilla è governata dal Partito Popolare (PP), il principale partito di centrodestra spagnolo, la cui maggioranza però si regge grazie al voto di un singolo consigliere comunale di Vox.
Questo consigliere alla fine di luglio aveva proposto un’ampia modifica al regolamento che di fatto prendeva di mira la comunità musulmana, riducendone i diritti. La mozione originale chiedeva di vietare del tutto la festa islamica di Eid al Adha, che si celebra in primavera ed è nota anche come “festa del sacrificio”; chiedeva di «rivendicare le tradizioni proprie del popolo spagnolo»; e chiedeva di «promuovere attivamente la gastronomia e la macelleria spagnole contro la diffusione di metodi di preparazione del cibo stranieri come quello halal». (Halal è in generale ciò che è permesso dalle norme islamiche, ma in questo caso si riferisce al cibo preparato secondo regole religiose).










