Roma, donna precipita da una palazzina alla Giustiniana: è in coma. Sospetti sul marito: «Litigavano perché non riuscivano ad avere figli»

I sospetti degli investigatori sono soprattutto verso il marito, con il quale lei «litigava spesso», racconta chi li conosce

martedì 15 luglio 2025 di Luisa Urbani

Un rumore cupo e sordo, domenica notte, ha svegliato i residenti di via Bruno Serotini. Un tonfo provocato da un corpo precipitato dal secondo piano di una palazzina della zona. È di una donna di 45 anni, che ora è in fin di vita. In coma, in ospedale. Se si tratti di un gesto volontario, di istigazione al suicidio o addirittura di un tentato omicidio è presto per dirlo. Ma i sospetti degli investigatori sono soprattutto verso il marito, con il quale lei «litigava spesso», racconta chi li conosce.

A chiamare i soccorsi sarebbe stato proprio l'uomo, insieme al fratello della donna e ai condomini del primo piano del palazzo, svegliati appunto dal rumore. Era passata da poco l'una di notte quando tutti si sono precipitati nel giardino degli inquilini che vivono al piano terra, trovando la donna completamente ricoperta di sangue. «Una scena orribile», hanno poi detto ai poliziotti intervenuti e che ora indagano sull'accaduto. Il fratello della quarantacinquenne, che vive nella casa accanto, ha anche provato a soccorrerla, ma le condizioni della donna sono apparse subito disperate, come hanno poi confermato gli operatori del 118 che l'hanno trasportata d'urgenza al Policlinico Gemelli. Sul posto anche gli agenti della polizia di Stato per cercare di capire come e perché la quarantacinquenne sia precipitata dal balcone della casa che condivideva da tempo con il marito. Un rapporto non molto semplice il loro, hanno spiegato i residenti della Giustiniana. «Discutevano spesso per varie questioni», ammette uno. «So che non riuscivano ad avere figli e questo aveva mandato in crisi il loro rapporto», aggiunge un altro. C'è anche chi parla di «questioni lavorative». Tante difficoltà che potrebbero aver generato una discussione, poi terminata con la caduta dal balcone. Nessuna delle persone ascoltate dalla polizia, però, avrebbe sentito rumori o urla prima del tonfo. Neanche il marito che, quando i poliziotti sono arrivati, era in evidente stato di alterazione. Non solo per lo choc, ma perché con molta probabilità era ubriaco. Anche per questo non sarebbe riuscito a fornire agli investigatori molti dettagli su cosa sia successo prima della tragedia. E nessun altro potrà fornirli dato che in casa c'erano solo lui e la moglie. Al momento dunque non ci sono certezze. Ma non si esclude che l'uomo possa essere riascoltato una seconda volta, nella speranza che possa fornire ulteriori dettagli. Intanto, secondo il pm, non ci sarebbero elementi sufficienti per avviare un'indagine nei suoi confronti.