I progressisti stavolta stanno a destra e contro il progresso si scaglia la sinistra. La divisione impazza sul Ponte dello Stretto di Messina, arrivato finalmente al crocevia decisivo. Ora manca il passaggio della Corte dei Conti entro un paio di mesi e poi l’opera potrà partire con tutti i passaggi previsti per legge. Schiumano rabbia a sinistra, infuriati contro la determinazione del governo e in particolare del ministro Matteo Salvini, che ha fortemente voluto lottare per l’obiettivo Ponte. Ieri sera il vicepremier è volato a Messina, accompagnato dal suo vice Claudio Durigon, alla riunione del direttivo regionale della Lega convocato dal leader siciliano Nino Germanà; stamattina il bis a Reggio Calabria, con il segretario regionale Mancuso e i suoi dirigenti. I leghisti sono consapevoli del passaggio storico e accompagnano il loro capo in un percorso che profuma di vittoria. Agli oppositori del progetto non resterà che sfogarsi sabato prossimo a Messina con un corteo sotto il sole cocente a 33 gradi, secondo le previsioni del tempo. Meglio il mare. L’annuncio del sottosegretario Alessandro Morelli, - «il Cipess approva» – ha restituito il sorriso a tutta la maggioranza di centrodestra, fiera di una realizzazione a lungo attesa e di cui ora si comincia a vedere la prospettiva.