Un ex ingegnere della Ferrari, che si occupava della componentistica delle auto della scuderia F1 ha progettato e costruito un motoscafo “volante”, dunque con i foils, pensato e testato per il mare e non solo per gli specchi d’acqua più tranquilli. Una start-up, la sua, che è stata finanziata da diversi investitori, prima fra tutti Intesa Sanpaolo, e che ora è pronta per la prova del mercato. Disponibile ad allearsi, con il suo know-how, con “un produttore già esistente, strutturato e già organizzato”.

Mettetevi comodi, che è una bella storia.

Il fascino della nautica

L’ingegnere è Marco Sgalaberni, nasce a Imola, terra di motori che ha tra i suoi miti la Rossa. Dopo la laurea a Bologna in Ingegneria meccanica, ecco che il suo primo sogno si avvera e gli si aprono le porte di Maranello, dove diventa responsabile dei componenti della squadra corse di F1. In realtà, l’ingegnere ha un altro sogno, che è quello della nautica. E nel 2013, incomincia anche a interessarsi alla nuova frontiera della vela, quella dei foils. “Mi ha ispirato il mio insegnante Alfredo Liverani, che aveva preso parte allo sviluppo dei foils di Luna Rossa nel 2013”, dice.

Ma è nel 2016 che mette a terra il progetto di una barca open di poco più di 15 metri, foiling, con motori tradizionali (è pensata anche per l’ibrido con l’elettrico; il risultato finale è comunque un consumo ridotto del 60% rispetto a una imbarcazioni simile senza foils), insieme ad una squadra, in particolare a un esperto di elettronica applicata ai foils e ad uno strutturista specializzato in fluidodinamica. “Abbiamo iniziato a lavorare con un gruppo di persone dell’ambito universitario e poi abbiamo continuato a navigare da soli”. E’ una start-up vera e propria, si chiama Inesse Corp. Ltd., ha base nel Regno Unito ma sede operativa a Imola. I primi fondi a sostegno della ricerca sono di Intesa Sanpaolo.