Dallo scorso 20 gennaio, ovvero da quando Donald Trump si è insediato alla Casa Bianca per iniziare il suo secondo mandato presidenziale, gli attacchi russi di missili e droni in Ucraina sono più che raddoppiati. È questo l’esito di un’analisi condotta da BBC Verify, ovvero un gruppo specializzato di giornalisti che, da due anni a questa parte, verifica informazioni e video diffusi in rete per contrastare le fake news, con dati alla mano. E in questo caso i numeri parlano chiaro: la Russia ha lanciato 27.158 munizioni tra il 20 gennaio e il 19 luglio, rispetto alle 11.614 degli ultimi sei mesi del mandato Biden.
Gli attacchi hanno raggiunto il picco il 9 luglio, quando Mosca ha lanciato 748 droni e missili verso l'Ucraina, secondo i numeri forniti dall'aeronautica militare di Kiev. Un inasprimento del conflitto a spese dei civili ucraini causato da due elementi fondamentali della politica di Trump, stando ad alcuni esperti come il senatore Chris Coons, membro del Comitato per le relazioni estere del Senato degli Stati Uniti: la decisione di sospendere in due occasioni la fornitura di armi all’Ucraina – mentre Mosca aumentava costantemente la produzione di missili e droni – e l’approccio morbido del presidente americano nei confronti della Russia.








