L’appuntamento al salone di Monaco di Baviera è fissato dal 9 al 14 settembre. Giunto alla quarta edizione dopo avere preso il posto di quello sempre biennale di Francoforte e conservando la formula della manifestazione che si diffonde tra la fiera e le vie del centro della capitale bavarese, l’IAA Mobility come ufficialmente è battezzata la rassegna offre molti spunti d’interesse. In prima battuta, perché il parterre delle case presenti si annuncia molto più numeroso rispetto al passato sino al punto da essere da primato nell’era post Covid in cui tanti gruppi automobilistici hanno rimodulato in giro per il mondo la loro partecipazione ai saloni internazionali, finalizzandola all’interesse delle loro novità nei confronti di precise aree geografiche. Poi, perché come trasmette il claim dell’edizione di quest’anno che “mette la mobilità al centro di tutto” non si limita a essere solo una vetrina di nuovi modelli ma anche delle tecnologie di ogni genere e delle infrastrutture. Insomma, l’edizione di quest’anno si prefigge di dare la visione dell’automotive dei prossimi anni.
Non solo un salone a cielo aperto
Ecco allora che per soddisfare sia le attese degli appassionati delle automobili sia dell’industria automotive e del relativo mondo B2B, il Salone di Monaco (com’è molto più semplice chiamare questa rassegna) si diffonde sia tra gli austeri padiglioni del polo fieristico a cui si accede a pagamento, a prezzi non da saldo poiché vanno da un minimo da 64 a 180 euro al giorno acquistando i biglietti online, dove oltre agli stand di alcune case si svolgono workshop e conferenze per i professionisti del settore sia tra le più belle strade del centro della città, nel perimetro definito da Marienplatz, Odeonsplatz, Königsplatz e Wittelsbacherplatz, dove gratuitamente si potranno vedere le novità comprese quelle esposte anche nel complesso fieristico nonché effettuare test drive, assistere a eventi. Per la cronaca, una formula che non è adottata da altre rassegne internazionali che si svolgono in Europa come il salone di Parigi e quello, se vogliamo meno blasonato, di Bruxelles.








