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Castagna a Class Cnbc: "Indispensabili per l’M&A del credito"
Banco Bpm ha un piano stand alone ma - se proprio Crédit Agricole dovesse muoversi - un'ipotesi plausibile è una «fusione alla pari» tra Piazza Meda e la controllata transalpina Crédit Agricole Italia. È quanto ha sottolineato l'ad di Banco Bpm, Giuseppe Castagna (in foto), in un'intervista concessa a Class Cnbc, dopo l'ottima semestrale e il ritiro dell'Ops di Unicredit («È stata sempre a sconto», ha ricordato).
«Stand alone è la nostra tabella di marcia», ha ribadito. «Abbiamo assicurato ai nostri azionisti durante il lungo periodo di passivity rule che avremmo conseguito i risultati del piano. Nel primo semestre abbiamo praticamente già raggiunto quasi gli obiettivi del 2027: quella è la nostra bussola», ha sottolineato Castagna. C'è, tuttavia, un punto fermo. «Una banca come la nostra, con tutto il set di fabbriche prodotto e con i risultati che sta facendo, è indispensabile per chiunque voglia fare ulteriori aggregazioni in Italia», ha detto. Il settore, infatti, è in fermento. «C'è un risiko in corso», ha affermato, precisando che Banco Bpm, insieme ad Anima, ha acquistato «il 9% di Mps». E se da un lato «è evidente che ci può essere un interesse» verso Siena, dall'altro, Crédit Agricole, che «ha aumentato la sua partecipazione da circa il 10% a oltre il 20%», è «un interlocutore ovvio», anche se sono possibili « altre operazioni».






