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L'ex Commissione paesaggio Scandurra: "Nessuno mi ha mai chiesto di astenermi"
"Sono un progettista stimato. Non sono un faccendiere": così Alessandro Scandurra (nella foto) davanti al gip Mattia Fiorentini, lo scorso 23 luglio, sintetizza la propria posizione rispetto alle accuse di corruzione e false dichiarazioni. Alla Procura di Milano, che gli addebita in sostanza di aver favorito quale membro della Commissione paesaggio del Comune i progetti delle società per cui lavorava come progettista, l'architetto risponde senza esitare: "Resto imparziale, anche nei confronti di chi mi paga 400mila euro". Dopo l'interrogatorio preventivo, in cui l'hanno assistito gli avvocati Giacomo Lunghini e Luciano Paris, il giudice ha disposto gli arresti domiciliari (i pm chiedevano il carcere).
Domanda del gip al professionista: "Io mi chiedo: lei riesce a ritenersi imparziale di fronte all'approvazione di un progetto che proviene da un soggetto che mi ha appena dato 400mila euro?". II riferimento è a un edificio di Kryalos sgr, da cui Scandurra nei quattro mesi precedenti alla seduta in questione aveva percepito "397mila euro" e quasi 800mila euro in sei mesi. Risposta: "Sì, sì, sono assolutamente imparziale, perché il mio codice etico mi fa dire di non mescolare le funzioni". Ancora: "Non avevo interesse alcuno, perché il mio rapporto con Kryalos è nato da un progetto che è andato molto bene e i miei rapporti professionali sono sempre basati sulla qualità del mio lavoro. Se mescolassi veramente le cose, sarei chiamato per delle assurdità, sarei chiamato per fare qualsiasi cosa, ma invece faccio sempre progetti che io ritengo esemplari, potrei un'altra volta dire immodesti".







