Per-favore-donateci-i-vostri-cuccioli-di-casa-così-possiamo-darli-in-pasto-ai-leoni. Non ha usato esattamente queste parole, sulla sua pagina Instagram, lo zoo di Aalborg, in Danimarca: ma il concetto era proprio questo. Aaa, animali domestici cercansi: conigli, porcellini d’india, polli, perché no? pure cavalli (loro, per essere ammessi, hanno bisogno del “passaporto equino” e non devono essere stati sottoposti a cure mediche negli ultimi trenta giorni).
Van bene tutti, purché siano anziani o afflitti da cattive condizioni di salute. Lo scopo, tuttavia, non è né curarli né garantire loro una vecchiaia in serenità: se del caso saranno soppressi e verranno impiegati per nutrire i grossi predatori presenti nella struttura. Tigri, linci, leonesse. È la natura che è violenta di suo, è vero. Ma è anche un salto di crudeltà che, lassù tra i fiordi, non hanno preso benissimo. Nell’arco di qualche dì dall’annuncio urbi et orbi, la struttura è stata costretta a disattivare la sezione dei commenti sotto il messaggio incriminato (tra parentesi: il testo specificava persino che i proprietari di equini avrebbero potuto godere dei benefici di una potenziale agevolazione fiscale qualora avessero optato per questa strada e che le donazioni sarebbero possibili solo nei giorni feriali e secondo un orario prestabilito che va dalle 10 alle 13, tra l’altro per un massimo di quattro esemplari alla volta) ed è scoppiato un mezzo putiferio. «Siamo alla follia più totale», scrive adesso qualcuno sui social (perché sull’account dello zoo di Aalborg ci sarà pure il blocco, ma la notizia ormai circola).











