Mazda prevede un calo dell'utile netto dell'82,5% a causa dei dazi imposti dall'amministrazione Trump sulle importazioni di auto dall'estero, e si prepara a mettere in atto nuove misure per attenuare l'impatto sulle vendite.
Per l'anno fiscale che si conclude a fine marzo la casa automobilistica giapponese si attende un risultato netto a 20 miliardi di yen (120 milioni di euro), mentre l'utile operativo dovrebbe assestarsi a 50 miliardi di yen, con un calo del 73,1% rispetto alle precedenti previsioni di 230 miliardi di yen.
"Si tratta di un onere estremamente gravoso, realisticamente parlando", ha dichiarato l'amministratore delegato Masahiro Moro durante una conferenza stampa nella prefettura di Hiroshima, dove ha sede l'azienda. Per mitigare l'impatto dei dazi Mazda adotterà misure quali la modifica delle rotte di spedizione, l'aumento della produzione nel suo stabilimento nello stato americano dell'Alabama e l'adeguamento dei volumi di produzione. Inoltre, secondo il direttore finanziario Jeffrey Guyton, ipotizzando che le esportazioni dal Giappone fossero soggette a un dazio del 15% e quelle dal Messico del 25%, le conseguenze sui risultati di quest'anno rimarranno "piuttosto significative". La casa auto nipponica - che ha venduto circa 210.000 veicoli negli Stati Uniti nella prima metà dell'anno - ha un importante stabilimento nello stato messicano di Guanajuato, da cui esporta veicoli nel Paese confinante, e sta cercando di incrementare le vendite del suo suv crossover CX-50. A fronte dell'incertezza relativa ai dazi, in precedenza Mazda aveva sospeso ogni tipo di previsione sui conti di bilancio.







