È scesa dal treno alla stazione di Pescara, poi è andata allo stazionamento dei taxi. Katia, una donna di origini portoghesi, da tempo residente in Emilia-Romagna, ha aspettato l'autista che l'avrebbe dovuta accompagnare in albergo. Direzione Montesilvano. Nelle sue mani il bastone bianco e il guinzaglio di Dinka: una cagnolina di razza Hovawart di cinque anni e mezzo addestrata per essere la sua guida. I suoi occhi, dato che è cieca. Ma ecco che quando è arrivato il taxi, alla donna non è stato permesso di salire: «Niente cani sulla mia auto», ha motivato il tassista.