Sono 15 le proposte contenute nella relazione, costituita da 112 pagine e dopo 23 audizioni, sugli orfani di femminicidio approvata all'unanimità dalla Commissione parlamentare.
Si va dall'istituzione di un registro degli orfani di crimini domestici, da gestire in via telematica, alla creazione di un numero di pubblica utilità dedicato fino ad implementare i fondi, 60mila per ogni orfano, e a rendere l'iter burocratico più veloce.
La Commissione, presieduta da Martina Semenzato, propone la figura del difensore d'ufficio degli orfani e la collocazione dei minori in nuclei familiari "conosciuti' ovvero nonni, zii, fratelli maggiorenni escludendo il ricorso immediato a comunità educative o case famiglia come soluzione primaria.
L'altro punto fondamentale è che l'intervento psicologico per gli orfani di femminicidio, venga avviato "con la massima tempestività" e che venga esteso anche alle famiglie affidatarie, per le quali devono essere istituiti dei permessi lavorativi specifici così da essere presenti nelle attività del minore e nelle fasi processuali. Ma soprattutto per la Commissione è necessario ampliare le finalità del Fondo istituito per gli orfani di femminicidi prevedendo, oltre al sostegno educativo, anche spese per lo sport, per la partecipazione a gite scolastiche o a eventi culturali.








