Centinaia di donne uccise ogni anno, e nessuno che sappia esattamente quanti sono i figli rimasti senza madre, e spesso senza padre, quando a uccidere la donna è il marito, il compagno, il convivente. Bambini senza genitori, gli orfani di femminicidio, con una storia sempre dolorosa alle spalle, che vengono presi in cura da nonni, parenti, amici, centri famiglia, e che non sempre ricevono le cure e il sostegno economico dovuti. Ecco perché fa giustizia a un vero gap sociale la decisione della commissione parlamentare di inchiesta sui femminicidi di chiedere l'istituzione di un registro nazionale, una banca dati o una anagrafe degli orfani che consenta di analizzare le dimensioni del fenomeno, gli aspetti quali-quantitativi, i fattori di rischio, la raccolta delle esperienze e degli interventi messi in atto a scopo di ricerca e di studio.
Orfani femminicidi, approvata la relazione finale della commissione: «Sì a un anagrafe nazionale, più fondi per le vittime»
La relazione finale approvata all'unanimità: «Un atto di sensibilità per Giuseppe, Valentina, Miriam, Eurosia, Pasquale, Andrea e tutti gli orfani che hanno condiviso un pezzo di vita, di anima e di cuore»









