“Ogni giorno facevo ricerche su come farla franca dopo un omicidio. Ci sono andato vicino. Ho ucciso gatti per placare i miei impulsi. Ho scuoiato, strangolato e accoltellato gatti”. Sono state queste le parole che gli investigatori londinesi hanno trovato nelle note del telefonino di un diciassettenne, dopo che – il 21 maggio, assieme ad una ragazza di appena sedici anni – si è dichiarato colpevole di aver causato inutili sofferenze agli animali, mutilandoli e uccidendoli. Il giovane, non ancora maggiorenne, è stato condannato a 12 mesi di custodia cautelare, mentre la ragazza di 16 anni è stata trattenuta per nove mesi. Sul posto dove i due hanno confessato di aver brutalmente torturato ed ucciso dei gattini, sono stati trovati anche coltelli e forbici. I corpi dei felini sono stati rinvenuti mutilati e appesi.
I gesti efferati compiuti dai due adolescenti nei confronti degli indifesi mici sono stati scoperti, il 3 maggio scorso, da un passante che aveva trovato gli animali in un parco a Ruislip, nella zona nord-ovest di Londra. Non è stato un caso isolato. Un’inchiesta giornalistica condotta dalla BBC ha rivelato particolari definiti “estremamente inquietanti” dietro alle violenze nei confronti dei gatti. Le agonie inflitte dai due minorenni londinesi fanno parte di pratiche consolidate presenti all’interno di una rete internazionale che condivide online video di mici, spesso cuccioli, sottoposti a crudeltà e – successivamente – uccisi.










