"Un'occasione per riaprire un confronto che riteniamo debba superare la saltuarietà e diventare condiviso e organico, per costruire risposte concrete per milioni di lavoratrici e lavoratori autonomi, spesso privi di tutele e sottoposti a una elevata precarietà economica e sociale".
Così la segretaria confederale della Cgil nazionale, Maria Grazia Gabrielli e la presidente di Apiqa, Federica Cochi, in merito al tavolo oggi al ministero del Lavoro sul lavoro autonomo, sollecitato e richiesto dalla Cgil e dalle altre associazioni di rappresentanza, e convocato dal ministro Marina Calderone dopo oltre un anno e mezzo dall'ultima riunione.
"Abbiamo ribadito - proseguono - la necessità di superare la frammentarietà normativa e contrattuale che caratterizza il lavoro autonomo, evidenziando alcune priorità".
In tema di tutele sociali e continuità di reddito, si è sottolineata la necessità di "superare alcuni limiti dell'Iscro, inefficace perché non risponde in tempo reale alle esigenze di calo del reddito di professionisti e professioniste e la necessità di allargare la platea".
"Al tempo stesso chiediamo - aggiungono - di dare seguito alla proposta di legge sulle tutele sociali che ha trovato una sede di elaborazione concreta all'interno della Consulta del lavoro autonomo del Cnel, confermando il lavoro e le proposte da tempo portate avanti dalla Cgil". Poi, "una seconda priorità operativa emerge dalla valutazione su limiti e inefficienze che ancora vivono la formazione e la certificazione delle competenze, anche in tema di lavoro autonomo. Vi è qui l'urgenza di dare attuazione all'art.10 della legge 81/2017, relativo agli sportelli del lavoro autonomo, anche utilizzando a supporto la piattaforma di Ia AppLI, di definire un sistema nazionale condiviso per il riconoscimento e la classificazione dei profili professionali, di attuare il diritto alla formazione continua e certificazione delle competenze".






