Nei primi sei mesi del 2025 il numero dei morti sul lavoro in Veneto è aumentato del 125 per cento, passando dai 16 verificatisi tra gennaio e giugno del 2024 ai 36 di quest’anno. L’impressionante dato - che colloca il Veneto al secondo posto in Italia dopo la Lombardia (con 55 vittime) è contenuto nel report pubblicato dall’Inail con i numeri aggiornati allo scorso 30 giugno, riferiti a tutte le denunce di infortuni pervenute all’Istituto.

Ai 36 morti sul lavoro, vanno aggiunti gli ulteriori 15 deceduti in itinere, dunque mentre andavano, tornavano o si spostavano per lavoro, con un aumento del 36,36 per cento rispetto alle 11 vittime dello stesso periodo 2024. Anche per questo dato il Veneto è secondo solo alla Lombardia (21 morti), a pari merito con il Lazio.

Complessivamente, degli infortuni mortali registrati in Italia sono stati 357 quelli verificatisi sul lavoro (-0,28 per cento rispetto ai 358 del 2024) e 138 quelli in itinere (+32,69 per cento rispetto ai 104 dell’anno precedente).

Insomma, a dispetto dei continui appelli ad una maggiore attenzione per la sicurezza, e all’esigenza di garantire un’adeguata formazione ai dipendenti, i posti di lavoro continuano ad essere fonte di incidenti, anche gravi e mortali. E il Veneto si colloca tra le regioni in cui la situazione è preoccupante: mentre in Italia il numero complessivo degli infortuni sul lavoro risulta in diminuzione, seppure lieve (204.364, rispetto ai 205.568 del 2024, con un calo dello 0,59 per cento), e il dato degli infortuni in itinere risulta costante (45.185, a fronte di 45.198, con una flessione dello 0,03 per cento), nella produttiva regione del Nordest gli infortuni sul lavoro aumentano complessivamente dello 0,77 per cento, passando da 24.565 a 24.755. L’unico dato positivo arriva dagli infortuni in itinere, che diminuiscono da 5496 a 5184 (-5,68 per cento).