LONDRA - Il principe Harry non si è macchiato di atti di bullismo o di misoginia nei confronti di Sophie Chandauka, presidente dell’ente benefico Sentebale, fondato dal duca di Sussex nel 2006 nel nome della madre Lady Diana per aiutare i bambini colpi dall’Hiv in Lesotho e Botswana. Ma il verdetto della Charity Commission, l’organismo britannico di sorveglianza sulle attività delle organizzazioni caritative, lascia l’amaro in bocca al secondogenito di Re Carlo perché critica duramente sia lui che la presidente per aver sollevato uno scandalo pubblico sulla base di semplici divergenze di opinione e incompatibilità personali. Secondo David Holdsworth, amministratore delegato della commissione la lite ha «gravemente danneggiato la reputazione dell'ente benefico, rischiando di oscurare i suoi numerosi successi e mettendo a repentaglio la capacità dell'ente di offrire servizi agli stessi beneficiari per i quali era stato creato».
Il principe Harry «assolto» dalle accuse di bullismo e misoginia nei confronti di Sophie Chandauka
Ma il verdetto della Charity Commission critica sia lui che la presidente per aver sollevato uno scandalo pubblico sulla base di incompatibilità personali













