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Mio figlio frequenta una prestigiosa scuola milanese. Ricordo di aver fatto di tutto per farlo ammettere anni fa (è lì fin dalle elementari) perché mi rassicurava la fama dell’istituto, perché ero convinta si trattasse di un ambiente «protetto» e particolarmente controllato e pensavo che garantirgli frequentazioni simili all’ambiente dal quale proviene fosse più rassicurante, specie nel turbolento periodo dell’adolescenza. I primi anni sono andati molto bene: professori attenti, amici, gite, un sacco di iniziative, la bellissima struttura... Ora mio figlio è arrivato al liceo, farlo parlare dei fatti suoi è un’impresa, mio marito ed io lavoriamo molto e forse colpevolmente non ci siamo resi conto tardi del fatto che i ragazzi della sua scuola hanno priorità molto diverse da quelle che ci saremmo aspettati. Per carità, vengono tutti da ottime famiglie e questo lo sapevamo anche prima ma praticamente si comportano come commendatori danaruti a diciassette anni. Hanno una fascinazione nei confronti di soldi, auto, abiti firmati, luoghi alla moda e ristoranti stellati che nulla dovrebbe avere a che fare con la loro età. Invece ci costruiscono sopra giornate e vita. Ma ormai mio figlio è inserito in quella scuola da tempo, ha molti amici lì, anche se non mi sembra obnubilato dalle stesse cose che tanto contano per loro. Non so come comportarmi a questo punto, mi pare che tutti i valori siano completamente «scentrati» e questo mi spaventa più di ogni altra cosa.






