Rifugio delle famiglie industriali italiane del Novecento, progettata da Gino Coppedè, la dimora che domina la Baia di Paraggi rivive grazie a Belmond
di Vittoria Meloni
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Percorrendo la passeggiata lungomare che da Santa Margherita conduce a Portofino, risulta praticamente impossibile non posare lo sguardo sulla villa che domina il promontorio di Punta Caiega. Con la sua architettura inconfondibile, Villa Beatrice ha affascinato per oltre un secolo i villeggianti del Golfo del Tigullio che, avvistandola via mare o via terra, non hanno potuto fare a meno di fantasticare su cosa (e chi) si celasse dietro quelle mura e quelle ampie vetrate. Dagli Odero ai Piaggi fino ai Costa-Ardissone, questo “castelletto” sul promontorio che domina Paraggi, è stato infatti rifugio estivo delle più illuminate famiglie industriali italiane, che nel suo parco mediterraneo, lontano da occhi indiscreti, hanno trovato la privacy che cercavano. Una villeggiatura, la loro, all’insegna della riservatezza, che da quest’estate sarà (quasi) per tutti, visto che la dimora ligure dopo un accurato restauro è ufficialmente parte dello Speldido, A Belmond Hotel di Portofino.
Costruita nel 1913 su progetto dell’architetto Gino Coppedè (a cui a Roma è addirittura dedicato un quartiere intero, ma che anche in Liguria non lesinò sui progetti, vedi il castello Mackenzie di Genova), fonde elementi neorinascimentali con dettagli Art Noveau e gotici. Arroccata sopra Punta Caiega, con vista sul Golfo del Tigullio da Paraggi a Portofino, fu commissionata all’architetto toscano dall’industriale Attilio Odero, con l'intento di farne un rifugio per amici e familiari (tanto che la villa è ancora conosciuta da molti con il nome di Castello Odero). La proprietà passò poi al figlio di Elena Odero, Enrico Piaggio, imprenditore italiano illuminato che regalò al mondo la Vespa. Con la sua riconoscibile torretta gotica loggiata, la sua facciata con inserti di piastrelle colorate e le sue fattezze da piccolo castello, la villa fu presto sinonimo della villeggiatura italiana degli anni della ricostruzione. Qui le famiglie industriali di metà secolo scorso che vi abitarono (tra le stanze di Villa Beatrice passarono anche i Tonolli e i Costa-Ardissone), hanno ospitato infatti feste e balli memorabili.








