Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Accordo siglato tra Bruxelles e Washington, ma le imprese italiane pagano il prezzo più alto: aumenti record sui beni simbolo del Made in Italy
L’accordo commerciale siglato tra Stati Uniti e Unione Europea ha evitato una guerra dei dazi, ma lascia sul tavolo una minaccia pesante: se Bruxelles non rispetterà l’impegno da 600 miliardi di dollari in investimenti verso beni statunitensi, scatteranno dazi al 35%. A lanciare l’avvertimento è stato oggi il presidente americano Donald Trump, in un’intervista alla CNBC. Intanto, secondo l’analisi di Boston Consulting Group (BCG) contenuta nello studio “The EU-US Trade Agreement: Some Clarity and Ongoing Uncertainty”, l’intesa già raggiunta prevede un’aliquota standard del 15% sulle esportazioni europee, con effetti dirompenti su interi comparti produttivi – e per l’Italia, in particolare, un conto salatissimo.
L’accordo evita le previsioni più drammatiche – con dazi fino al 50% – ma fissa il livello tariffario più elevato degli ultimi decenni. La media delle aliquote effettive sulle esportazioni europee è passata dall’1,4% al 16%. In Italia l’impatto è ancora più severo: si sale dal 2,2% al 18%, un balzo di oltre nove volte rispetto alla fine del 2024. Un cambiamento di scala che obbliga le imprese a ripensare in fretta strategie, supply chain e mercati di sbocco.







