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Il presidente del Consiglio è fermo nella sua critica, perché non deve passare il messaggio che il governo agisca senza il suo consenso

L'umore di Giorgia Meloni dopo l'archiviazione della sua posizione è nero: lo si è capito dal durissimo comunicato affidato ai social nella serata di ieri, quando ci ha tenuto a puntualizzare che la tesi secondo la quale "due autorevoli ministri e il sottosegretario da me delegato all'Intelligence abbiano agito su una vicenda così seria senza aver condiviso con me le decisioni assunte" è "palesemente assurda". Un concetto che ha ribadito anche a La Stampa, alla quale ha sottolineato di essere "il capo del governo. Non sono Alice nel Paese delle meraviglie". A infastidire il premier è il messaggio politico che si legge tra le righe di quella sentenza, dalla quale si potrebbe interpretare che il governo va avanti in autonomia senza condividere le sue decisioni con il premier: un messaggio che Meloni rifiuta categoriamente.