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Dopo l'attacco del presidente della Cei e di Migrantes, il presidente del Consiglio ha rivendicato l'operato del governo: "Non mascheriamo l'intento di far rispettare le leggi dello Stato italiano"

Da più parti si esulta per la decisione della Corte di Giustizia Europea che demanda ai giudici il controllo della lista dei Paesi sicuri a 10 mesi dall'introduzione del nuovo regolamento europeo che cambierà tutto, rendendo di fatto inapplicabile la sentenza. Tra chi ha detto la sua in queste ore c'è anche mons. Gian Carlo Perego, presidente della Commissione Cei e presidente della fondazione Migrantes, secondo il quale i centri in Albania sono "uno spreco di risorse impressionante". A suo avviso, quello che lui ha definito "il balletto di decreti e di leggi per utilizzare come hub, come centri di accoglienza e come Cpr le strutture costose realizzate in Albania" termina "con questa dichiarazione della Corte europea che ormai non lascia margini ad altre, subdole manovre per allontanare il dramma di migranti in fuga dai nostri occhi e dalla nostra responsabilità costituzionale".